Insegno: "Vi dico chi era Troisi, fece un gesto indimenticabile. La persona più bella in assoluto"
Pino Insegno, attore, doppiatore e conduttore televisivo, ha raccontato un aneddoto legato al grande artista di San Giorgio a Cremano.

“Massimo Troisi è la persona più bella che abbia mai conosciuto. Non lo dico perché è una persona che non c’è più o perché quando si ricorda qualcuno bisogna dire sempre le stesse parole, ma perché era proprio splendido". Sono le parole di Pino Insegno, attore, doppiatore e conduttore televisivo, in esclusiva ai microfoni di Areanapoli.it (in collaborazione con la pagina ufficiale dell'artista partenopeo).
Poi ha aggiunto: "Massimo è stato il primo a chiamarmi a casa. Era il 1986, ed io in televisione, parlando un po’ di me, avevo detto di essere “un calciatore prestato a questo mestiere” considerando che fino a circa tre anni prima avevo giocato in Serie C. Siccome Massimo amava il calcio in maniera profonda, evidentemente si incuriosì molto dopo aver scoperto questo aspetto della mia vita. Così mi contattò perché la sua fidanzata dell’epoca, Jo Champa, era ospite da me a “Pronto, chi gioca?”. Lui mi chiamò a casa e mia mamma disse: “Pino, al telefono c’è uno che ti vuole e che imita perfettamente Massimo Troisi”. Mi chiese di giocare nella nazionale calcio attori che nacque praticamente con lui, Massimo Bonetti e me".
"Dico solo una cosa per far capire chi era Massimo Troisi. In tanti pensano che era bravo, buono… Per carità, lo era, ma lui era molto, molto di più. Rappresentava la napoletanità più bella e autentica. Un giorno gli comunicai che potevo fare solo il primo tempo di una partita della nazionale calcio attori a causa di impegni di teatro. Mi rispose che valeva lo stesso anche per lui perché era impegnato con il film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”. A quel punto ebbe un’idea: “Pinù, andiamo insieme, facciamo il primo tempo e torniamo insieme”. Così siamo andati allo stadio. Una volta arrivati lì, nacque il problema: nessuno dei “calciattori” scelti per iniziare la partita era disposto a fare spazio a me, probabilmente anche perché non ero ancora così famoso. E chi famoso già lo era, non se la sentì di lasciarmi il suo posto. Massimo Troisi, uomo di grande sensibilità, si accorse subito che ci ero rimasto male".
"Io non volevo prendere il posto di nessuno - ha concluso Insegno - semplicemente non potevo fare il secondo tempo considerati gli impegni di lavoro che avevo. Fecero un po’ gli snob: “No, il mio posto ad Insegno no”. Allora Massimo si avvicinò a me e disse: “Pinù, torniamo a Roma, non giochiamo nessuno dei due”. Un gesto indimenticabile: questo era Troisi”.
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